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LA DIETA CARNEA E L'IMPATTO AMBIENTALE

Updated: Feb 1


Uno degli aspetti più significativi nella distruzione degli ecosistemi è certamente quello connesso all’allevamento di animali destinati alla alimentazione umana, bovini, ovini, suini.


Lo sviluppo economico determinato dal sistema capitalistico ha fatto crescere in maniera esponenziale il consumo di carne per cui si sono distrutte intere foreste per destinare le aree a pascolo, prato permanente,ed erbaio da utilizzare in allevamenti di animali in semi libertà.


In tal modo il carbonio corrispondente è passato nell’atmosfera sotto forma di anidride carbonica, la vegetazione non è stata in grado di fissarlo nuovamente sotto forma di materia organica e da questo è scaturito il fenomeno meglio conosciuto come “ l’effetto serra”!


Quanto agli allevamenti in strutture fisse intensive impongono agli animali sofferenze inaudite che determinano stati di forte stress negli animali stessi senza voler tenere conto che queste strutture si trovano quasi sempre vicino a cittadine popolose per ragioni di economie nei trasporti e nella distribuzione con tassi di inquinamento notevolissimi.


Bisogna avere consapevolezza che l’alimentazione a base di carne produce un circolo perverso dal punto di vista ecologico; infatti, il manzo che ci fornisce una bistecca da 500 c ha bisogno di ricavare dall’erba 5000 c e, per fare questo, deve mangiare una quantità di erba pari a 50.000 calorie. In buona sostanza soltanto un centesimo dell’energia iniziale arriva al nostro organismo e se consideriamo che noi utilizziamo le parti più pregiate degli animali,ne arriva ancora meno!!


Con una dieta a base di carne, il 99% dell’energia fissata attraverso la fotosintesi viene totalmente dissipata.


Incrementando l’uso di vegetali ( frutta,verdura, farinacei) e riducendo l’uso di carne nella dieta giornaliera potremmo avere notevoli benefici in termini di salute, riducendo le malattie cardiovascolari ed osteoarticolari, migliorando le funzioni intestinali, riducendo i costi dell’alimentazione familiare evitando inutili sprechi e salvaguardando l’ambiente.


L’uso di utilizzare prodotti alimentari fortemente industrializzati è largamente dovuta alle campagne pubblicitarie poste in essere dalle multinazionali, alla creazione di luoghi specifici caratterizzati da elementi facilmente riconoscibili ( si pensi ai Mac Donald , ai Burger king etc ) costruiti come veri “attrattori” per le famiglie dove si comprano prodotti preconfezionati a prezzi modesti.


Il costo sociale di queste strutture è enorme da molti punti di vista.


Innanzi tutto è un prodotto antieconomico in quanto la sua produzione comporta una fortissima dissipazione energetica;” la economicità viene raggiunta mediante la razionalizzazione dell’agricoltura industrializzata i cui costi energetici vengono mantenuti artificialmente bassi mentre l’inquinamento è scaricato sulla rete idrica.”


Il basso costo dei prodotti preconfezionati comporta, però, l’uso di elettrodomestici ad alto costo ( celle frigorifere, forni a microonde etc), oggetti che utilizzano energia per cui, sostanzialmente, il basso costo di acquisto viene largamente elevato dall’uso domestico.


La presenza di queste macro strutture disseminate sull’intero territorio ha comportato la chiusura di esercizi aventi caratteristiche più territoriali , con una brusca caduta delle abitudini alimentari delle varie regioni e, soprattutto, con l’introduzione di pessime abitudini alimentari nei giovani e nelle famiglie le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti quelli che vogliano vedere!


Anche gli allevamenti di pesce presentano effetti di inquinamento della rete idrica perché rilasciano azoto e fosforo nella rete idrica con una conseguente forte eutrofizzazione; infatti, essendo i pesci carnivori, la catena alimentare si allunga per cui solo lo 0,1% dell’energia fissata attraverso la fotosintesi arriva nell’organismo umano.


Modificare le abitudini alimentari in maniera sostanziale è un dovere di tutti se vogliamo permettere una ripresa dell’ambiente con un’azione antagonista rispetto all’effetto serra e questa modifica sarà possibile solo e solo se si accetterà di avere una nuova cultura, una nuova filosofia della vita e se cominceremo a formare i giovani, fin dalle prime classi scolastiche, alla conoscenza dell’ambiente, delle biodiversità, del sistema Uomo-Natura.

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