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ECONOMIA ECOLOGICA

Updated: Feb 1


Abbiamo già parlato del primo principio della termodinamica che ci ha chiarito come materia ed energia non possono essere né create né distrutte ma solo trasformate. Ne consegue che l’attività produttiva può solo trasformare le materie prime utilizzate, ma ogni forma di materia e di energia utilizzata deve tornare nell’ambiente sotto forma di residuo e in un diverso stato fisico.


Tuttavia, l’uso continuativo e dissennato delle risorse, incrementandosi continuamente, porterà inevitabilmente alla situazione nella quale non avremo più materie riciclabili e risorse ricostituite .


Questa situazione porta inevitabilmente ad un aumento dell’entropia, poiché non è possibile riciclare la totalità dei materiali senza impiegare una quantità di energia maggiore di quella ottenuta; esiste quindi una tendenza alla riduzione delle risorse umane ,che è oggetto di studio e di analisi e prende il nome di economia ecologica.


Gli economisti del London Center for Environmental Economics hanno più volte ribadito come solo il mantenimento dello stock di capitale naturale sia la condizione necessaria per lo sviluppo sostenibile, mentre la evoluzione della tecnologia non va verso la salvaguardia dell’ambiente. Ne deriva che si può parlare di sviluppo sostenibile solo in due casi:


a) O che sia possibile sostituire il benessere naturale con il capitale riproducibile dall’uomo;

b) O che la crescita sia soggetta alla condizione che il capitale naturale non diminuisca


Dalla loro analisi emergeva con chiarezza che l’unica possibilità era la seconda opzione in quanto le risorse ambientali non sono sostituibili, la conoscenza degli ecosistemi limitata, molti fenomeni sono irreversibili (come la diversità biologica), i più poveri ed i più deboli sono danneggiati dal degrado ambientale.


La conservazione del capitale naturale risponde alla esigenza di riconoscere che il diritto alla esistenza non afferisce solo all’uomo ma a tutte le specie, indipendentemente dalla loro utilità per l’uomo stesso


Tuttavia, nel tempo, le polemiche fra le diverse scuole di pensiero e, soprattutto, fra i diversi Stati, ha indotto a ricercare invece di un modello di crescita che risparmiasse l’ambiente e coerente con i principi della fisica, un modello “ neo capitalista” che consentisse una qualche misurazione in termini di prezzo dell’uso delle risorse naturali, comprese quelle che non hanno (e non possono avere) un prezzo di mercato : l’acqua, l’aria, l’habitat!


Si è praticamente ritornati alla concezione della natura come “risorsa” economica e non come patrimonio!!!



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